UN MESSAGGIO – UNA MISSIONE

La visione politica di una società pluralistica aperta e pacifica puó essere realizzata solo se è iscritta nella coscienza del presente e del futuro. Le condizioni per la pace – la ricettività verso altre culture, il riconoscimento reciproco e l’umanità – non sono dati di fatto, bensì il risultato di un lavoro personale e di uno sforzo collettivo per costruire  ponti fra culture eterogenee. Federazioni, paesi multietnici e comunità pluralistiche dall’Europa alle Americhe, dall’Asia all’Africa, non necessitano solamente di leggi efficienti, ma anche del libero appoggio dei cittadini per poter risolvere pacificamente conflitti politici, sociali, etnici, religiosi e culturali. La pace può essere realizzata solo se riesce a mettere le radici nella coscienza umana, se ogni persona comprende la necessità di costruire ponti fra persone eterogenee nonostante le differenze che le separano, se ogni persona si sforza di proteggere la differenza, la diversità e la libertà.

La Città per le Culture della Pace si propone di costruire ponti fra culture eterogenee. Uno dei suoi principali obiettivi è quello di creare un contesto innovativo nel quale l’interazione fra diverse discipline – dalle scienze naturali a quelle umanistiche, l’arte, la musica – possa svolgere un ruolo fondamentale nello studio, nella formazione e nella salvaguardia della pace. Non si tratta solo dell’impegno e del lavoro individuale, ma anche dell’interazione fra diverse discipline che può iscrivere i concetti di umanità, rispetto e reciproco riconoscimento nelle menti e nei cuori delle persone. La Città per le Culture della Pace è quindi una rete internazionale di scienziati e umanisti di molte discipline diverse, artisti, musicisti e altri professionisti che desiderano dare un contributo innovativo alla pace attraverso lo sviluppo di nuove soluzioni per risolvere i conflitti e i problemi delle società contemporanee. Alla luce delle numerose guerre e conflitti, i loro tentativi, insieme al lavoro di molte altre associazioni votate alla pace, assomigliano a gocce di acqua fredda che cadano su pietre incandescenti. Tuttavia, ogni singola goccia conta, e molte gocce possono formare una pioggia. E una pioggia può fare la differenza.

La Città per le Culture della Pace ha le porte sempre aperte per incoraggiare le persone a partecipare alle attività. Il termine francese Cité indica una città, una comunità, ed un centro di attività intellettuale aperto al pubblico. La CCP è una Cité nel senso francese di comunità intellettuale aperta. È una comunità che lavora per la pace nelle società contemporanee. La CCP vuole essere una Città senza mura.

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MESSAGE, 4 June 2020

We condemn the horrific murders of George Floyd and Ahmaud Arbery. Our hearts go out to their family and friends. We stand in solidarity with them, the African-American communities, and the peaceful protesters who call for justice, an end to police brutality against people of color, and a fundamental change in policies in order to effectively combat racism! We are full of admiration for Ahmaud Arbery’s and George Floyd’s family and friends because they did not ask for vengeance, but for justice and peaceful protest against racism. We are proud of the peaceful protestors. Thousands of them took to the streets to demand an end to racism. We stand in solidarity with them. Anti-racist education is one of the main projects of the City for the Cultures of Peace. We are determined to continue our work and to combat racism through education. We are committed to inscribing mutual recognition and respect into the consciousness of the present.

Amy-Diana Colin,
Presidente fondatrice della Città per le Culture della Pace