“CULTURE DELLA PACE”

La Città per le Culture della Pace, la Fondazione e l’Istituto fanno riferimento alla nozione di pace usata nel documento fondatore dell’UNESCO (Londra, 16 novembre 1945), che afferma che la pace non è un’entità fissa, ma si costruisce giorno dopo giorno nelle menti e nelle coscienze delle persone. Il concetto dell’UNESCO di “cultura della pace” è nato però molti decenni dopo. Nel 1989, nel periodo della caduta del muro di Berlino e del tracollo delle dittature comuniste nell’Europa dell’Est, il “Congresso Internazionale sulla pace nelle Menti degli Uomini”, tenutosi in Costa d’Avorio, utilizzò per la prima volta questo concetto nell’appello rivolto all’UNESCO di “aiutare a costruire una nuova visione di pace sviluppando una cultura della pace basata sui valori universali di rispetto per la vita, libertà, giustizia, solidarietà, tolleranza, diritti umani ed uguaglianza fra uomini e donne”.

Nel 1992, il Consiglio di Amministrazione dell’UNESCO propose un programma specifico per una Cultura della Pace come contributo agli sforzi di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. Simultaneamente, l’UNESCO si impegnò per costruire la pace in America centrale (El Salvador), Africa (Mozambico, Burundi), e nelle Filippine. Nel 1994, si tenne il primo Forum Internazionale sulla Cultura della Pace a San Salvador (El Salvador). Un anno dopo, la 28esima Conferenza Generale dell’UNESCO introdusse il concetto di Cultura della Pace nella sua Medium Term Strategy per gli anni 1996-2001 (28 C/4). Dal 1996 al 2001, organizzazioni no-profit, associazioni, media, comunità e diverse persone tuttle impegnate sul fronte della pace, della non violenza e della tolleranza, realizzarono l’idea di una cultura della pace globale. Nel 1997, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì una sezione separata dell’ordine del giorno intitolata “Verso una Cultura della Pace” e proclamò l’anno 2000 “Anno Internazionale per la Cultura della Pace”. Nel 1998, alcuni Premi Nobel per la Pace proposero all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la sua 53esima sessione, di proclamare il decennio 2001-2010 “Decennio Internazionale per una Cultura della Pace e della Non Violenza per i Bambini del Mondo”. Nel novembre dello stesso anno, il Consiglio di Amministrazione dell’Unesco definì otto aree di azione che potevano essere riunite, mediante il concetto di cultura della pace e di non violenza, in un unico approccio coerente. Un anno dopo i Premi Nobel per la Pace trascrissero le risoluzioni delle Nazioni unite per una cultura della pace nel Manifesto 2000, indirizzato al grande pubblico ed aperto alla firma di chiucunque nel mondo. Dal settembre 2003, più di 75 milioni di persone da tutto il mondo hanno firmato il Manifesto 2000.La Dichiarazione e Programma di Azione su una Cultura della Pace, adottata dall’Assemblea delle Nazioni unite il 13 settembre 1999, include una definizione integrale di cultura della pace:

“Articolo 1: Una cultura della pace è un insieme di valori, atteggiamenti, tradizioni e modalità di comportamento e stili di vita basata su: (a) Rispetto per la vita, fine della violenza e promozione e pratica della non violenza attraverso l’istruzione, il dialogo e la cooperazione; (b) Pieno rispetto per i principi di sovranità, integrità territoriale e indipendenza politica degli Stati, e non intervento in ambiti che sono sostanzialmente di competenza della giurisdizione nazionale di ogni Stato, in accordo con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale; (c) Pieno rispetto e promozione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali; (d) impegno per la risoluzione pacifica dei conflitti; (e) Sforzi per conciliare le necessità ambientali e dello sviluppo delle generazioni presenti e future; (f) Rispetto e promozione dei diritti allo sviluppo; (g) Rispetto e promozione della parità di diritti e opportunità per donne e uomini; (h) Rispetto e promozione del diritto di ognuno a libertà di espressione, opinione, informazione; (i) Adesione ai principi di libertà, giustizia, democrazia, tolleranza, solidarietà, cooperazione, pluralismo, diversità culturale, dialogo e comprensione a tutti i livelli della società e fra le nazioni, il tutto agevolato da un ambiente nazionale ed internazionale che contribuisce alla pace.

Articolo 2: il progresso nel pieno sviluppo di una cultura della pace avvengono attraverso valori, atteggiamenti, modalità di comportamento e stili di vita orientati alla promozione della pace fra gli individui, i gruppi, le nazioni”. (A/RES/53/243, 13 settembre 2009).

Per le Nazioni Unite e per l’UNESCO, “cultura della pace” è un “insieme di valori, atteggiamenti, modalità di comportamento e stili di vita che rifiuta la violenza e previene i conflitti esaminandone le cause profonde, per poter risolvere i problemi attraverso il dialogo e le negoziazioni fra individui, gruppi e nazioni” (Risoluzione Nazioni Unite A/RES/52/13: Cultura della Pace e A/53/243: Dichiarazione e Programma di Azione per una Cultura della Pace).

La Città per le Culture della Pace, la Fondazione, e l’Istituto, sviluppano ulteriormente questo concetton, sottolineando e promuovendo al tempo stesso l’idea di una pluralità di “culture della pace”, che non solo operano in luoghi e con persone diverse, ma anche in diverse discipline e campi d’azione. La Città, la Fondazione e l’Istituto concepiscono il loro lavoro come una via che conduce alle “culture della pace”. Realizzano le loro attività nella convinzione che ogni individuo possa aiutare a costruire ponti fra popoli eterogenee attraverso la conoscenza e l’accettazione della diversità culturale.